Insonnia

Stanotte ho voglia di cercare pensieri e inventare parole.  Stanotte ho bisogno di vomitare le insicurezze, che dentro ristagnano e, tossiche, mi bucano il cuore.

Stanotte vorrei dormirti dentro.

Vorrei essere minuscola, impercettibile e , lenta, vorrei insinuarmi nei tuoi pensieri, accarezzarti i sogni, baciare i tuoi dubbi. Vorrei mangiare il tuo dolore e addormentarmi abbracciata al ricordo di te da bambino. Cantargli con un filo di voce la più dolce ninna nanna, regalargli un mondo migliore, convincerlo che potrà fare di tutto, disegnargli mille prati fioriti e sussurrargli di non avere paura mai. Leggera come l’aria scomparirei insieme al buio e lascerei il posto al calore del sole che delicato ti accarezza la guancia e ti dà il buongiorno. E aprendo gli occhi riconoscerai il profumo.

Il mio.

Gi,insonne.

Diversa-Mente

Il mondo ti vuole agguerrito e competitivo, sempre in lotta, a danzare contro te stesso e contro gli altri;ma quando il motore della tua vita è il desiderio di libertà, l’ambizione e la competizione, timide, andranno a scuotere la vita di qualcun altro. La vita è questione di scelte e io non cerco affanno, io voglio ossigeno nei polmoni,sorrisi nell’anima e luce nel cuore.

Al rumore di un mondo che sfreccia, io preferisco il profumo di un fiore che sboccia.

Gì diversa-mente in cammino,

a cercar fiori.

Ogni ultimo e primo giorno.

L’essere umano è una specie meravigliosa. Sconvolgente è la sua capacità di cambiare pelle ogni 31 dicembre per rinascere radioso il seguente 1 gennaio. Il profumo di un anno nuovo fa riaffiorare mondi sommersi dalla disillusione e dalla pesantezza di un vecchio anno che sta per andar via. La speranza è un sentimento umano che ama giocare a nascondino ma miracolosamente il 31 dicembre spunta fuori prepotente e ti costringe a sorridere con gli occhi chiusi e il cuore leggero. Ogni 31 dicembre abbandoniamo ciò che ci ha logorato e ci dirigiamo verso l’ignoto che grazie a quel pizzico di ingenuità che ci è rimasto,dolce residuo d’infanzia, ci appare lucente ,pieno di vita e di buoni propositi. Ogni 31 dicembre abbiamo la capacità di odiare il vecchio anno nello stesso identico modo dell’anno precedente e contemporaneamente abbiamo la sorprendente forza di premere reset e voltare pagina. Io idealizzo il vecchio anno come una grossa lavagna,un po’ vecchiotta,sporca di gesso e soprattutto piena zeppa di cancellature. Non si può aspirare alla perfezione,gli errori e gli imprevisti condiscono il nostro quotidiano e ci mettono davanti ai nostri limiti. Quando la tirerai fuori,quella lavagna ti farà starnutire e qualcosa al sol pensiero ti farà male. Ma è tua. E devi esserne geloso. È il tuo cammino e nonostante i dolori ci sarà sempre qualcosa che ti avrà fatto  battere il cuore anche solo per pochi secondi. E fosse anche solo per qualche minuscola briciola di felicità vale la pena conservarla quella lavagna. Ai miei tramonti, all’amore incondizionato,alla mia famiglia imperfetta e insostituibile, a mio nonno eterno, ai progetti e agli imprevisti,ai colori nuovi,alle amiche di sempre,alle nuove straordinarie vite,ai viaggi,ai sorrisi,alle mie fragilità e alle mie colonne portanti. Mi sento una persona fortunata perché vivo e una persona felice perché amo. 

Con il cuore pieno di desideri e la testa che vola,Buon 2017 mia piccola delirante poesia. Tieniti forte.

Gi.