Bellezza senza nome

La bellezza non ha un nome o forse ne ha tanti. La bellezza ti distrae e ti tira fuori dal tuo guscio per disarmarti e sorprenderti. La bellezza è rinascita e mai abitudine. È guardare lo stesso tramonto ogni giorno e riuscire a vederlo sempre diverso, sempre più bello. Bellezza è scattare mille foto solo per avere certe immagini più impresse nella mente. Bellezza è spogliarsi dei pregiudizi e scoprirsi allergici alla superficialità. Bellezza è desiderare la stessa persona ogni giorno in un modo nuovo e trovarci dentro il tuo mare. Bellezza è immaginare una casa piena di cuscini e piantine grasse, di sorrisi e progetti, di fotografie e ciambelle, di amore e colori. Bellezza è avere occhi nuovi che cercano il sole e amano la pioggia. Bellezza è una donna che rinasce mille volte ancora per trovare se stessa. Bellezza è avere il coraggio di sorridere, di reinventarsi e scegliere la felicità. Bellezza è lottare per ciò per cui batte il tuo cuore. Bellezza è guardare il cielo ogni sera aspettando che la luna sia piena. Bellezza è tuffarsi nelle cose, negli errori e negli amori. Bellezza è raccogliere i tuoi pezzi uno a uno e rimetterli insieme pazientemente. Bellezza è costruire, piano ma con il cuore che corre. Bellezza è un giro in vespa, scambiarsi il respiro e raccontarsi per ore. Bellezza è dare fiducia alle cicatrici e non obbligarsi ad aspettare e rimandare tutto. Bellezza è amare e amare è il motore del mondo. Armati di bellezza e sappila riconoscere. Scaccia via la noia e non avere sempre fretta, lasciati attrarre e godine. Con il naso all’insù e gli occhi al cielo il mondo è diverso e i tuoi occhi saranno pieni di colori nuovi e affamati di vita.

To you, to me.

Gì, distratta e con il naso all’insù.

Entri senza bussare

Entri senza bussare,
Sfondi la porta del mio cuore.
Mi riempi di sogni, mi regali farfalle.
Io sono tua.
È amore.

Entri senza bussare.
Oggi è un giorno speciale,
Vengo a vivere da te.
La gelosia ti rende irascibile e a volte ho paura ma ti perdono sempre, mi ami così tanto!

Entri senza bussare
Sposti bruscamente i miei pensieri.
Mi stringi il braccio, urli troppo.
Oggi non vuoi sentire la mia voce, sei stanco.
Ti comprendo, mi faccio piccola e quasi non respiro per non far rumore.
Succede,povero amore.

Entri senza bussare,
Graffi i miei desideri,
Spegni i miei sorrisi,
Prendi a calci la mia voglia di vivere.
E il mio ventre.
Non posso gridare, me lo merito.
Hai ragione, non sono capace.
E tu sai sempre tutto, amore.

Entri senza bussare
Mi muovo a fatica.
Il sangue esce ancora.
Quel livido si colora,
è nero come il colore dei miei giorni,
come la notte dei miei pensieri.
Dolorosa e umiliante,
frustrata e sognante.
È questo l’amore?

Oggi preparo la valigia senza chiedere il permesso.
Scorgo uno specchio,mi riconosco appena.
Ho raccolto i pezzi e ricucito le mie ali.
Un dente scalfito,quel sogno non detto, l’amore interrotto,quella speranza malconcia e cerco il sole.
Merito il sole. E quel nero sparirà inghiottito da un mondo di colori che profuma di libertà e voglia di vivere.

Entri senza bussare
Ma non è più casa tua
Io non ci sono più.
Ho gridato ‘basta‘ così forte da stordire le mie orecchie e convincere il mio cuore, ormai sordo e incredulo.
Mi sono fatta un regalo,
l’unico e il più grande:
ho scelto di vivere.
E ho cancellato il nero, finalmente ci vedo.
Tu non sei mai stato amore.

Gì, che invita a denunciare.

Insonnia

Stanotte ho voglia di cercare pensieri e inventare parole.  Stanotte ho bisogno di vomitare le insicurezze, che dentro ristagnano e, tossiche, mi bucano il cuore.

Stanotte vorrei dormirti dentro.

Vorrei essere minuscola, impercettibile e , lenta, vorrei insinuarmi nei tuoi pensieri, accarezzarti i sogni, baciare i tuoi dubbi. Vorrei mangiare il tuo dolore e addormentarmi abbracciata al ricordo di te da bambino. Cantargli con un filo di voce la più dolce ninna nanna, regalargli un mondo migliore, convincerlo che potrà fare di tutto, disegnargli mille prati fioriti e sussurrargli di non avere paura mai. Leggera come l’aria scomparirei insieme al buio e lascerei il posto al calore del sole che delicato ti accarezza la guancia e ti dà il buongiorno. E aprendo gli occhi riconoscerai il profumo.

Il mio.

Gi,insonne.

Diversa-Mente

Il mondo ti vuole agguerrito e competitivo, sempre in lotta, a danzare contro te stesso e contro gli altri;ma quando il motore della tua vita è il desiderio di libertà, l’ambizione e la competizione, timide, andranno a scuotere la vita di qualcun altro. La vita è questione di scelte e io non cerco affanno, io voglio ossigeno nei polmoni,sorrisi nell’anima e luce nel cuore.

Al rumore di un mondo che sfreccia, io preferisco il profumo di un fiore che sboccia.

Gì diversa-mente in cammino,

a cercar fiori.

Ogni ultimo e primo giorno.

L’essere umano è una specie meravigliosa. Sconvolgente è la sua capacità di cambiare pelle ogni 31 dicembre per rinascere radioso il seguente 1 gennaio. Il profumo di un anno nuovo fa riaffiorare mondi sommersi dalla disillusione e dalla pesantezza di un vecchio anno che sta per andar via. La speranza è un sentimento umano che ama giocare a nascondino ma miracolosamente il 31 dicembre spunta fuori prepotente e ti costringe a sorridere con gli occhi chiusi e il cuore leggero. Ogni 31 dicembre abbandoniamo ciò che ci ha logorato e ci dirigiamo verso l’ignoto che grazie a quel pizzico di ingenuità che ci è rimasto,dolce residuo d’infanzia, ci appare lucente ,pieno di vita e di buoni propositi. Ogni 31 dicembre abbiamo la capacità di odiare il vecchio anno nello stesso identico modo dell’anno precedente e contemporaneamente abbiamo la sorprendente forza di premere reset e voltare pagina. Io idealizzo il vecchio anno come una grossa lavagna,un po’ vecchiotta,sporca di gesso e soprattutto piena zeppa di cancellature. Non si può aspirare alla perfezione,gli errori e gli imprevisti condiscono il nostro quotidiano e ci mettono davanti ai nostri limiti. Quando la tirerai fuori,quella lavagna ti farà starnutire e qualcosa al sol pensiero ti farà male. Ma è tua. E devi esserne geloso. È il tuo cammino e nonostante i dolori ci sarà sempre qualcosa che ti avrà fatto  battere il cuore anche solo per pochi secondi. E fosse anche solo per qualche minuscola briciola di felicità vale la pena conservarla quella lavagna. Ai miei tramonti, all’amore incondizionato,alla mia famiglia imperfetta e insostituibile, a mio nonno eterno, ai progetti e agli imprevisti,ai colori nuovi,alle amiche di sempre,alle nuove straordinarie vite,ai viaggi,ai sorrisi,alle mie fragilità e alle mie colonne portanti. Mi sento una persona fortunata perché vivo e una persona felice perché amo. 

Con il cuore pieno di desideri e la testa che vola,Buon 2017 mia piccola delirante poesia. Tieniti forte.

Gi.

Sei morto? Non importa.

Non importa il suo nome. Non importa che viso avesse o di che colore fossero i suoi occhi. Non importa se fosse solo o se avesse una moglie e dei figli. Non importa se il suo sogno da bambino fosse quello di lavorare in una fabbrica. Poco importa se amava quello che faceva o se il peso della responsabilità di far trovare un pasto caldo ai suoi bambini fosse il pensiero che lo svegliava la mattina. Non importa quanti anni avesse. Tutti dobbiamo morire prima o poi. E ci importa che fosse un operaio dell’Ilva? No,poco importa. Quella è brutta gente a cui non interessa respirare aria pulita e che vuole che lo stabilimento continui a uccidere.  E a ucciderli. Tipi strani questi operai. Non importa che non siano messi in sicurezza, non importa che i loro polmoni si riempiano di morte. Loro continuano a lavorare. E non importa a nessuno che forse sono vittime anche loro, di un sistema malato che ti rende privo di forze e incatenato a un ricatto morale senza rimorsi. Come se fosse la normalità. Ucciderci è legale e concesso. Come è legale farci respirare diossina e comprometterci il futuro,la speranza e i sogni. Devi sperare di non essere sterile, che il latte che darai al tuo bambino non sia veleno, devi sperare di non mangiare alimenti geneticamente modificati e devi pregare che il mostro rimanga lontano dalla tua vita. E a volte succede, non lo vedi e ti pare quasi di scordarlo. Non c’è, era solo un brutto sogno. Ma poi”ennesimo incidente mortale all’ILVA” e ripiombi nella realtà della tua città. E ti incazzi.  Ti parlano di Wind day, e purtroppo non ha a che fare con compagnie telefoniche, ha che fare con l’invito a non respirare troppo in quelle ore. Si consiglia di non aprire le finestre in quelle ore. Non frequentate il mondo in quelle ore. Non fate uscire a giocare i bambini in quelle ore. Barricatevi in casa e sarete salvi, per quelle ore. Fatto? Bene, dopo aver mantenuto il fiato, adesso spalancate le finestre, aprite i polmoni e tornate a respirare fresca e pulita aria di montagna. ”Quelle ore” sono passate. E ti sembra di impazzire come in una trappola per topi.

Oggi è un brutto giorno, come lo è ogni giorno quando senti che un bambino si è ammalato di tumore o che un giovane padre è stato strappato alla sua famiglia perchè pieno di metastasi. E’ un brutto giorno quando il nesso di causalità tra le malattie e le sostanze inquinanti viene sbeffeggiato con indescrivibile superficialità. E’ un brutto giorno ogni giorno che un operaio cade da un ponteggio non messo in sicurezza o  si ustiona a causa di piattaforme incandescenti. E’ un brutto giorno ogni giorno che un operaio muore travolto da un nastro trasportatore e si doveva evitare. Non è la normalità. E’ un brutto giorno ogni giorno che ci dimentichiamo che i lavoratori sono prima di tutto uomini.  E’ un brutto giorno ogni giorno che non ci viene una fitta al cuore quando sentiamo che un fratello, un padre, un marito o un bambino sta male. Per colpa del mostro.

Quando ci pieghiamo alla logica del ”succede..”,

quando non ci incazziamo più per tutti i fratelli che l’ilva ci ha strappato,

quando smettiamo di soffrire perchè assuefatti e rassegnati a una realtà e a un destino di morte allora sarà davvero finita. E non avrà senso continuare a vivere.

Oggi è un giorno triste come ogni giorno che la giustizia ci prende a calci e ci strappa la dignità umana e il diritto alla salute. 

Gì,nauseata.20121020_ilva_disegno_bambino_papa_uccidi_il_mostroDisegno di Federico, piccolo angelo di Taranto volato via troppo presto.